| Palazzo
Albizzini
Il Palazzo Albizzini risale alla seconda metà del XV secolo,
ha una superficie totale di 1660 mq. ripartita in tre piani ed ha
un'impronta che rimanda alla sobria architettura rinascimentale
di ascendenza fiorentina. Degli Albizzini si hanno notizie fino
dal XIV° secolo e i suoi componenti sono stati protagonisti
di rilievo nelle vicende storiche della città. Sul loro altare
all'interno della chiesa di San Francesco era lo "Sposalizio
della Vergine" di Raffaello, oggi a Brera.
L'edificio, acquisito dalla Cassa di Risparmio di Città di
Castello che ne ha promosso il restauro, iniziato nel 1979 e terminato
nel 1981, è stato poi consegnato in comodato gratuito novantanovennale
alla Fondazione. Nell'intervento di restauro del monumento, già
in condizioni di avanzato degrado estetico e statico, sono stati
adottati, dagli architetti progettisti Alberto Zanmatti e Tiziano
Sarteanesi, accorgimenti che ne hanno consentito il recupero spaziale,
senza l'introduzione di elementi che avrebbero potuto compromettere
i delicati equilibri espositivi. Il ripristino degli intonaci con
calce e sabbia lucidati a cazzuola ha reso all'architettura, che
pure ha subìto complessi interventi di consolidamento, un
aspetto assolutamente puntuale e rispettoso della sua originale
peculiarità nel rapporto con il grigio della pietra, elemento
lapideo ricorrente nella definizione spaziale del palazzo. Le 130
opere esposte, comprese in un arco cronologico dal 1948 al 1989,
sono Catrami, Muffe, Gobbi, Sacchi, Legni, Ferri, Combustioni, Cretti
e Cellotex, oltre ai bozzetti per scenografie ed alcuni esempi della
produzione grafica.
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